Dipthycha 2 - Autori Vari

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Titolo: Dipthycha 2. Questo foglio di vetro impazzito, sempre, c'ispira...

Autore: Emanuele Marcuccio e AA.VV.

Curatore: Emanuele Marcuccio

Editore: TraccePerLaMeta Edizioni

Genere: Critica Letteraria

Collana Sabbia – Critica Letteraria

Anno: 2014

Formato: brossura

Pagine: 184

Lingua: italiano

ISBN: 9788898643257

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€ 12.00

Negli ultimi venti-trenta anni, la critica letteraria ha iniziato ad occuparsi in maniera più frequente dell’oggetto di cui si racconta o si scrive, ossia del tema contenuto nel reticolo delle forme, narrative o poetiche che siano. Per anni, essa (di natura più sincronica), assieme alla tematologia (più diacronica, invece), è stata osteggiata e schiacciata dalla critica marxista, da una parte, e dagli strutturalisti, preoccupati che si trascurasse l’analisi del testo, dall’altra. In quest’antologia critica i temi che accomunano i dittici sono svariati: da quelli sociali e civili ai sentimenti, da quelli in cui si contemplano natura e creato a quelli pertinenti la sfera intimistico-riflessivo-filosofica. Viene indagata in queste corrispondenze, con moduli espressivo-linguistici eterogenei e personali, la memoria culturale e collettiva nel suo complesso, partendo da topoi comuni (intesi con Curtius come “unità tematiche” che hanno attraversato e unificato la letteratura occidentale), andando al di là di “distanze” e “tempo” e creando, come scrive Emanuele Marcuccio, “stupore e meraviglia”.
E non solo: per Eliot queste strutture microtestuali profonde danno il senso della tradizione, o meglio il «senso dell’atemporale come del temporale, e dell’atemporale e del temporale insieme». Si pensi al tema della caducità della vita, rappresentato dal cadere delle foglie nel Frammento qui tradotto e riportato di Mimnermo di Colofone: il concetto era già in Omero (Iliade, VII) e lo sarà in Ungaretti nella celeberrima Soldati, tanto per rimanere ad opere note e senza soffermarsi in che modo avviene la traslazione formale. Si potrebbe continuare ma, un unico esempio, dimostra che la poesia, nella sua atemporalità, tocca temi comuni agli uomini di qualunque epoca e che il poeta stesso, ancor più quello attuale, non è del tutto solitario, anzi è in verecondo contatto con chi prova o ha provato quelle sue stesse emozioni, con chi fa o ha fatto quelle sue stesse riflessioni, con chi legge o ha letto nella propria anima, con chi osserva o ha osservato il mondo con la sua stessa sensibilità. Stabilisce, scrive Luciano Domenighini, “corrispondenze anche nella solitudine” e il suo non è solo un perpetuare questi topoi ma offrirli ai lettori indicando percorsi che anche loro possono seguire, per trarsi fuori, come Dante chiede a Virgilio, “dal male e peggio”. Questi dittici vogliono esserne verifica.

FRANCESCO MARTILLOTTO

In questa non solita opera critico-antologica sono presenti poesie di:
Emanuele Marcuccio,
Silvia Calzolari,
Ilaria Celestini,
Ciro Imperato,
Grazia Finocchiaro,
Rosalba Di Vona,
Donatella Calzari,
Aldo Occhipinti,
Marzia Carocci,
Lorenzo Spurio,
Francesco Arena,
Maria Rita Massetti,
Giorgia Catalano,
Giusy Tolomeo,
Grazia Tagliente,
Rosa Cassese,
Daniela Ferraro,
Antonino Natale,
Anna Alessandrino,
Teocleziano Degli Ugonotti.

È trascorso poco più di un anno dalla pubblicazione della non solita Antologia poetica, Dipthycha. Anche questo foglio di vetro impazzito, c’ispira..., ed eccomi a presentarvi un secondo Volume, Dipthycha 2. Questo foglio di vetro impazzito, sempre, c’ispira...
Dipthycha, termine derivato dall’originale latino diptycha (-orum), con contaminazione in chiave moderna e riadattamento del dittico, la tavoletta cerata in uso presso gli antichi Romani per scrivervi con lo stilo, in chiave poetica.
Un’Antologia critica, da me ideata e curata, innovativa nel suo genere, in cui ogni dittico poetico è seguito da una nota critica di Luciano Domenighini.
[...] Il progetto di Dipthycha 2 è nato quasi per caso, mai avrei pensato a dei commenti critici su dei dittici poetici a due voci; [...] questo tipo particolare di dittico, da me ideato nel 2010 (grazie al primo intercorso con l’amica poetessa Silvia Calzolari), è davvero qualcosa di nuovo. Trattasi di una composizione di due poesie di due diversi poeti, scritte indipendentemente, anche in tempi diversi, e accomunate dal medesimo tema in una sorta di corrispondenza empatica.

EMANUELE MARCUCCIO

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